Aggiornamenti legislativi e giurisprudenziali - luglio - agosto 2019

 

 




FTCC


Il Nuovo Regolamento Autodisciplinare “Digital Chart”.

Il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale (in seguito “il Codice”) con la 66° edizione, in vigore dal 29 aprile 2019, si è arricchito di un nuovo regolamento, il Regolamento Digital Chart sulla riconoscibilità della comunicazione commerciale diffusa attraverso internet (in breve: il Regolamento Digital Chart).
I Regolamenti autodisciplinari sono un’appendice al Codice e ne integrano le norme un po’ come accade, per la legislazione dello Stato, con i regolamenti ministeriali emessi per disciplinare in modo più dettagliato le fattispecie già oggetto di norme di rango primario.

Influencer e riconoscibilità: l’Agcm accoglie gli impegni.

Con il provvedimento n. 27787 del 22 maggio 2019 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso il primo procedimento relativo alla riconoscibilità di post pubblicitari pubblicati da influencer, accettando gli impegni dei professionisti coinvolti. Il procedimento, di cui si è molto parlato lo scorso autunno, ha preso le mosse da una serie di post, pubblicati nel mese di giugno 2018 sui profili Instagram di alcuni influencer. Nei post si vedono gli influencer indossare capi della linea «Alitalia Capsule Collection», contrassegnati dal logo Alitalia e disegnati dalla casa di moda Alberta Ferretti.

Facebook: il delicato equilibrio fra assenza di obbligo di sorveglianza e obbligo di rimozione

Con le conclusioni assunte nella causa C-18/18, presentate nel mese di giugno scorso, l’avvocato generale presso la Corte di Giustizia ha interpretato in maniera piuttosto estensiva l’obbligo di rimozione dei contenuti illeciti imposto dalla direttiva 2000/31 sul commercio elettronico agli hosting provider.
La vicenda sottoposta alla Corte di Giustizia prende le mosse da un caso di diffamazione ai danni di una deputata del parlamento austriaco: un utente di Facebook aveva condiviso sulla sua pagina personale un articolo relativo ad una certa iniziativa politica della deputata, corredato da un post offensivo nei confronti della signora.

Data breach: no del garante alle comunicazioni generiche agli interessati

Sono state all’incirca un migliaio le notifiche di data breach al Garante privacy a partire dal 25 maggio dello scorso anno, data di effettiva applicazione in tutta l’Unione Europea del nuovo regolamento in materia di protezione di dati personali. Per chi ancora non sapesse che cos’è un data breach, segnalo che trattasi di una violazione di sicurezza che comporta - accidentalmente o in modo illecito - la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali. Per capire perfettamente il fenomeno non si deve però pensare al solito caso di hackeraggio di un sistema informatico.

Marchio Neymar? Il tribunale UE conferma l’annullamento per registrazione in mala fede!

Il Tribunale dell’Unione europea relativamente alla causa T-795/17, il 14 maggio 2019 ha confermato la decisione dell’EUIPO di annullamento della registrazione del marchio denominativo “Neymar”, per essere stato registrato in malafede in quanto corrispondente al nome di Neymar Da Silva, calciatore brasiliano di fama internazionale. Nel dicembre del 2012, un cittadino portoghese depositava domanda di registrazione del marchio denominativo europeo NEYMAR per i prodotti della classe 25 (articoli di abbigliamento, calzature, accessori). In virtù dell’art. 52, par.1, lett. b) del Regolamento (CE) n. 207/2009. 52, Neymar nel febbraio 2016 presentava istanza di dichiarazione di nullità del marchio all’EUIPO per tutti i prodotti rivendicati; infatti ai sensi dell’art. 52, par.1, lett b), uno dei motivi di nullità assoluta è che il titolare del marchio al momento del deposito della domanda di registrazione abbia agito in malafede.

Un passo indietro per l’ igp “aceto balsamico di Modena”.

Con sentenza 14-5-2019 n. 12848 la Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso presentato dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena avverso la decisione dell’UIBM che aveva negato la registrazione del marchio collettivo denominativo “Aceto Balsamico di Modena” con riferimento ai prodotti specifici “Aceto balsamico di Modena” e “Condimenti all’Aceto balsamico di Modena”.
La Suprema Corte ha confermato la pronuncia della Commissione dei Ricorsi, basata sul presupposto che, nell’elenco dei prodotti della Classe 30 della classificazione di Nizza non sono presenti diciture specifiche riferite alla città di Modena, ma si menzionano solo i prodotti generici “aceto” e “condimenti”.

Droni – il nuovo regolamento UE

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 giugno u.s. il Regolamento UE 2019/945 relativo ai droni, più tecnicamente definiti sistemi aeromobili senza equipaggio, che è entrato in vigore il 1° luglio p.v.. Il Regolamento intende offrire un quadro di requisiti generali per assicurare gli stessi standard di sicurezza in tutti i Paesi membri, che avranno tempo fino al giugno 2020 per adeguarsi alla normativa. La novità più rilevante è che viene eliminata la distinzione tra droni a fini ricreativi e droni ad uso professionale e vengono adottate una serie di categorie distinte per dimensioni e prestazioni, quali altezza e velocità massima raggiungibile.



R&P Legal


Influencer marketing: nessuna sanzione dall’AGCM grazie agli impegni assunti da Alitalia, Alberta Ferretti e celebrities

Il caso
Si è concluso senza sanzioni il procedimento avviato dall’AGCM nei confronti di Alitalia S.p.A., Aeffe S.p.A. (società riconducibile ad Alberta Ferretti) e vari influencer (tra i più noti, Martina Colombari, Alessia Marcuzzi, Chiara Biasi ed Elena Santarelli), relativo ad una potenziale fattispecie di pubblicità occulta in danno ai consumatori.
Nei mesi passati, numerosi influencer (15 quelli citati dall’AGCM) avevano pubblicato alcuni post sui propri profili Instagram nei quali appariva “artificiosamente inquadrato il logo Alitalia impresso sui capi di abbigliamento firmati da Alberta Ferretti".

Passo indietro sulle quote europee nell’audiovisivo italiano con il D.L. 59/2019

Con il Decreto Legge n. 59/2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 giugno 2019, è stata introdotta una revisione delle quote obbligatorie di programmazione e investimento da destinare a opere audiovisive italiane ed europee, da parte di emittenti televisive e piattaforme on demand.
Le suddette quote, disciplinate dal Testo unico della radiotelevisione, erano state recentemente inasprite mediante un innalzamento delle stesse a partire dal 1° luglio 2019, previsto dal d.lgs. n. 204/2017 (c.d. Decreto Franceschini) e dal relativo Regolamento dell’AGCOM (Delibera n. 595/18/CONS, poi modificata dalla Delibera n. 24/19/CONS), in attuazione della Legge n. 220/2016, recante la disciplina del cinema e dell’audiovisivo (c.d. “Legge Cinema”).

La mancata indicazione dell’autore di un’opera riprodotta sul volume di un’enciclopedia viola i diritti morali

È contrario alla lettera ed alla ratio legis affermare che l’inadempimento all’obbligo di menzionare il nome dell’autore – allorquando sia stata positivamente accertata la circostanza di fatto che l’opera sia stata pubblicata come anonima, pur senza l’attribuzione ad altri – rispetti il diritto morale d’autore. Il diritto a vedersi attribuita la paternità dell’opera, quale diritto della persona, viene leso, invece, dalla mancata indicazione di tale paternità, sia stata essa, oppure no, accompagnata dalla positiva attribuzione dell’opera ad altri”.

Olanda: multa da 460mila euro all’Haga Hospital per violazione del GDPR

L’Haga Hospital, situato a L’Aia, ha ricevuto una sanzione pari a 460 mila euro dal Garante per la protezione dei dati personali olandese (di seguito, “Garante”), a causa dell’insufficienza delle misure di sicurezza poste a tutela dei file dei pazienti, emersa a seguito del ricovero di una star di un reality televisivo, le cui cartelle cliniche erano state visionate da decine di membri dello staff, non autorizzati ad accedere a tali categorie particolari di dati personali.
Una tale carenza di misure sicurezza non è ammissibile per una struttura ospedaliera poiché, come dichiarato dal Presidente del Garante Aleid Wolfsen: “La relazione tra un operatore sanitario e il paziente deve essere completamente riservata. Questo dovrebbe essere lo stesso all’interno delle mura di un ospedale. Non importa chi sei.”



Studio Previti


Facebook deve vigilare sui commenti identici del medesimo utente

Con parere reso in data 4 giugno 2019 nell’ambito della causa C-18/18, l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, prendendo posizione su alcune questioni pregiudiziali poste dalla Corte Suprema austriaca – in riferimento ad un contenzioso avente ad oggetto espressioni diffamatorie pubblicate da un utente di Facebook nei confronti del presidente del gruppo parlamentare Die Grünen («i Verdi»), quali «brutta traditrice del popolo», «imbecille corrotta» e membro di un «partito di fascisti» – ha avuto modo di chiarire, con una interpretazione per certi versi innovativa dell’articolo 15, paragrafo 1, della direttiva 2000/31/CE, la portata dell’obbligo di sorveglianza gravante sugli hosting provider.

Il Tribunale di Milano si pronuncia sui doveri degli Internet Service Provider di “mere conduit” in casi di pirateria online

L’ormai dilagante problema dei servizi “IPTV” (Internet Protocol Television) illegali ha recentemente impegnato la Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Milano, richiesta di (tornare a) pronunciarsi sul tema degli oneri gravanti sugli Internet Service Provider di “mere conduit”, ai sensi degli articoli 14 e 17 del D.Lgs. n. 70/2003 (di recepimento della Direttiva “E-commerce” n. 2000/31/CE e dei corrispondenti articoli 12 e 15).

Multa dell’ICO da 204 milioni di euro a British Airways: copiate oltre 200.000 carte di credito

Nel settembre 2018, la British Airways notificava all’Information Commisioner’s Office (ICO), autorità di controllo britannica, l’intervenuto data breach rilevato con riferimento al proprio sito internet, ottemperando alla disciplina prevista dagli articoli 33 e seguenti del GDPR.
A seguito dell’istruttoria svolta da parte dell’Autorità garante è emerso che il sito web della compagnia ha subìto un attacco proveniente dall’esterno in grado di coinvolgere circa 500.000 clienti: in particolare, l’attacco ha consentito ai “pirati” informatici di dirottare gli utenti su un altro sito fraudolento, mediante il quale questi avrebbero raccolto – ovviamente in maniera non autorizzata – i loro dati personali.

Big data: arrivano le Linee guida delle Autorità Italiane

Pubblicato l’esito dell’indagine conoscitiva avviata da AGCOM, AGCM e Garante Privacy il 30 maggio 2017 in tema di Big Data. In vista di questo evento, lo scorso 2 luglio, le Autorità hanno reso pubbliche le linee guida di cooperazione e raccomandazioni di policy volte a definire ed ottimizzare le conseguenze in materia di data protection, tutela del consumatore e antitrust, connesse al fenomeno dei Big Data. Un vero e proprio vademecum che fornisce una sintetica esposizione degli interventi futuri delle Autorità nel settore digitale, oltre che un invito rivolto alle istituzioni a colmare il gap normativo esistente nel settore.





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